“Mascherine e gel, alla Torre non si rinuncia”

“Mascherine e gel, alla Torre non si rinuncia”

“Mascherine e gel, alla Torre non si rinuncia”

Aperta la Ghirlandina, si sale a gruppi di otto persone solo su prenotazione e ogni 45 minuti per evitare assembramenti lungo le scale

Il gel igienizzante arriva in quota sulla Ghirlandina. Nei giorni scorsi, infatti, ha riaperto la torre civica e, malgrado la titubanza che ancora aleggia, numerose sono state le persone che sono salite sul simbolo di Modena per eccellenza. “Abbiamo letto che era aperta e abbiamo subito prenotato la visita, siamo certi che le misure di sicurezza anti-Covid siano adeguate – racconta Cristina Roncaglia di Castelfranco Emilia, che ieri è salita sulla Ghirlandina con il marito Gian Piero – Ne approfittiamo anche per goderci il centro storico di Modena, per fare un giro dopo tanto tempo chiusi in casa”. Fino a ieri la città era ancora tutta dei modenesi, o meglio degli emiliano-romagnoli dato che da oggi riaprono i confini regionali: “Noi veniamo da Rio Saliceto”, racconta Marco D’Amico, in visita alla Torre con moglie e figlioletto.

Dopo la chiusura forzata, la Ghirlandina ha riaperto con rigide norme: visite solo su prenotazione, gruppi da otto persone con mascherina e ingressi ogni 45 minuti per evitare che chi sale possa incrociare chi scende. Fare tante scale indossando la mascherina non è agevole e serve qualche sosta in più, ma alla fine la fatica è ripagata dalla vista sulla città. Anzi, i numeri ristretti permettono di godersi il panorama in estrema tranquillità.

L’entusiasmo delle guide turistiche è palpabile: “Sono tornata a lavorare il 30 maggio dopo settimane di stop, ero ferma dal 7 marzo – racconta Francesca Castellini – Sono stati mesi difficili sia economicamente sia emotivamente. Chi fa questo lavoro lo fa soprattutto per passione e mi è mancato moltissimo il contatto con le persone. Ma sono contenta di aver ricominciato, anche se è tutto cambiato. L’approccio con i visitatori è diverso, con la mascherina si fa fatica a parlare per 45 minuti, ma vedere le persone soddisfatte della visita guidata ripaga di tutto. Noi guide turistiche dobbiamo reinventarci, il modo di lavorare è cambiato. Ora abbiamo a che fare con piccoli gruppi, dobbiamo proporre tour mirati e su prenotazione. I nostri ’clienti’ per il momento sono solo italiani. Ma l’importante è continuare a lavorare”.

 


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