Presentazione del Volume "STUDI UN ONORE DI GINO BADINI"

Nel 1983 un gruppo di giovani laureati e laureandi  (Nicoletta Giordani, Rita Marchi, Maurizio Forte, Enrica Cerchi, Elena Pantani, Anna Losi, Federica Ferri, Ivan Chiesi) partecipò allo scavo archeologico nel cortile dell’Archivio di Stato di Reggio Emilia.
Con la pazienza dell’archivista, Gino Badini rintracciò e fornì documenti e disegni relativi a Palazzo Caimi, sede dell’Archivio di Stato dove si svolgevano gli scavi, e del precedente caseggiato del monastero di Santo Spirito, fornendo così preziosi elementi per impostare la strategia dello scavo e indirizzare le indagini.
Un lavoro quasi quotidiano che si svolse in un ambiente di Palazzo Caimi messo a disposizione da Gino Badini, che praticamente ogni giorno non mancava una visita per avere un filo diretto con il procedere dei lavori, verificare le teorie, le difficoltà incontrate, proporre interpretazioni, anche alla luce dei documenti storici. 
Per chi partecipò a quel piccolo laboratorio fu un’esperienza unica, negli anni ’80 erano pochissimi gli scavi archeologici formativi per studenti e neolaureati proposti dall’Università.
Le diversità di formazione e di età venivano compensate dalla passione con la quale si affrontavano i temi e le discussioni finivano sempre per apportare un accrescimento reciproco.
In effetti proprio in quei mesi, grazie anche alla pazienza di Luigi Malnati e alla disponibilità Gino Badini, prese corpo l’idea di costituire una cooperativa di archeologi a Reggio Emilia.
Altre esperienze erano già approdate a un simile risultato a Milano e Firenze.
Certamente non fu solo quell’esperienza a definire la nascita di AR/S Archeosistemi tre anni dopo, il processo era ancora agli inizi e altri vi contribuirono, ma l’idea primigenia nacque proprio in quell’officina ricavata nel mezzanino prospicente allo scalone monumentale dell’Archivio di Stato.