SALONE DEL RESTAURO DI FERRARA

La cooperativa reggiana, leader nei beni culturali, traccia un bilancio straordinario della sua partecipazione a Ferrara Expo. Tra i successi: la tavola rotonda istituzionale, il lancio del quiz interattivo “Restauramente” e la presentazione del volume dell'architetto Andrea Zamboni. Prossima tappa: i festeggiamenti ufficiali per il quarantennale il 29 maggio.

Reggio Emilia / Ferrara, 18 maggio 2026 - Archeosistemi, società cooperativa reggiana leader nell'archeologia e nella valorizzazione dei beni culturali, traccia un bilancio estremamente positivo della sua partecipazione alla 31ª edizione del Salone del Restauro, appena conclusasi a Ferrara Expo.  Una presenza di spicco che si inserisce in un anno speciale per l'azienda: la cooperativa festeggia infatti nel 2026 il suo quarantesimo anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1986.

Archeosistemi, partner di Assorestauro (co-organizzatore della Fiera), ha declinato lo spirito di questa ricorrenza animando i tre giorni espositivi con contenuti di alto valore scientifico e divulgativo, a dimostrazione di come le sue quattro aree d'intervento – Archeologia, Restauro, Allestimenti Museali e Gestione di beni culturali – siano pilastri fondamentali per connettere la memoria storica alle sfide del futuro.

La tavola rotonda: la cultura come generatore di valore  Il cuore del dibattito istituzionale è stato la tavola rotonda  “Quando la cultura genera valore: esperienze, decisioni e risultati nella tutela e valorizzazione dei beni culturali”, curata direttamente da Archeosistemi presso la Sala Antonioni. L'incontro, introdotto da Marco Ughini (direttore generale di Archeosistemi) e moderato da  Barbara Sassi  (responsabile progettazione del settore archeologia di Archeosistemi), ha visto la partecipazione di un panel di assoluto rilievo:  l’onorevole Ilenia Malavasi  (parlamentare e archeologa di formazione),  l’ing. Alessandro Bozzetti  (presidente Assorestauro) e l'architetto  Angelo Dallasta  (Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla). Il confronto ha evidenziato come una corretta ed efficiente gestione dei beni culturali non sia un mero costo di conservazione, ma un investimento strategico capace di generare un forte valore sociale ed economico per i territori.

Divulgazione pop e architettura: le due iniziative di successo.  Allo stand di Archeosistemi, l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori è stata catturata da due proposte dal forte impatto:

·                        Il gioco-quiz "Restauramente – Quanto ne sai di tutela e patrimonio?". Un'iniziativa "pop" e interattiva che, attraverso la formula "Gioca & Vinci", ha sfidato la curiosità dei visitatori. Pensato per non richiedere competenze specialistiche, il quiz ha voluto lanciare un messaggio profondo: la salvaguardia di opere d'arte, architetture e tradizioni è una responsabilità civica condivisa che richiede pensiero critico e partecipazione.

·                        La presentazione del volume "Built With/In". Scritto dall'architetto  Andrea Zamboni  , edito da Quodlibet Studio  e frutto della ricerca dello studio Zamboni Associati Architettura.  Il libro affronta un tema cruciale e di strettissima attualità: il rapporto e l'incontro imprescindibile tra il nuovo e il preesistente nelle nostre città.  Esplorando le  “complessità e contraddizioni nel riuso”  , il testo analizza sfide parallele come il recupero di complessi monumentali, la riconversione di aree urbane dismesse e il restauro del patrimonio del Moderno.

 

Il Salone del Restauro rappresenta da sempre un momento fondamentale per le realtà di categoria, ma quest'anno per noi aveva un significato ancora più profondo”, ha dichiarato  Marco Ughini, Direttore Generale di Archeosistemi.  “Celebrare quarant'anni di attività significa guardare alle nostre radici per continuare a progettare il futuro. Vogliamo dimostrare che i beni culturali non sono elementi statici del passato, ma una materia viva, capace di rigenerarsi e di generare valore tangibile.

È ciò che facciamo ogni giorno attraverso il nostro lavoro, coltivando e diffondendo al tempo stesso una passione autentica per la cultura a 360°. Perché, se c’è una riflessione vera che portiamo con noi da Ferrara, non è se la cultura costa, ma quanto costa non investire in cultura.”